La Storia di San Gimignano

Piccolo centro etrusco del periodo ellenistico e poi romano, inizia la sua storia documentata nell'undicesimo secolo, prendendo nome dal santo vescovo di Modena, Gimignano, che avrebbe salvato il borgo dalle orde barbariche. La piccola città, trovandosi lungo la via Francigena, accresce sempre di più la sua importanza ed entra in conflitto con i centri vicini. Nel 1200 partecipa alle lotte tra Papato ed Impero, ponendosi alternativamente dalla parte dei Guelfi e dei Ghibellini.
Nel maggio del 1300 ospita Dante Alighieri come ambasciatore di Firenze. In questo periodo, all\'apice del suo splendore, vede gran parte dei guadagni dei ricchi mercanti investiti nella costruzione delle famose torri, sempre più alte, ad attestare la potenza delle famiglie.
Ma poi la sorte della città sarà amara: guerre, carestia e peste distruggono la struttura sociale ed economica e Firenze prende il sopravvento. La città decade e si cristallizza su sé stessa, e in questo modo, però, mantiene inalterata la sua bellezza antica fino ad oggi

La Vernaccia, che bacia, lecca, morde e picca e punge

Il vitigno Vernaccia di S. Gimignano, coltivato attualmente solo nel nostro territorio comunale, ha una storia delle più antiche. Pare fosse portato dalla Liguria (dalla zona di Vernazza) nel 1200 e si afferma rapidamente giungendo alle mense dei Signori e dei Papi. E qui le citazioni si sprecano.
Dante ne parla nel Purgatorio a proposito dei golosi raffinati che si rimpinzavano in vita di anguille affogate nella Vernaccia, Lorenzo il Magnifico la richiede per la sua mensa, Boccaccio la cita più volte come nella famosa descrizione della contrada di Bengodi “nella quale si legano le vigne con le salsicce, ed ivi presso correva un fiumicel di Vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d'acqua.”
Così Michelangelo Buonarroti jr. nell'Aione:

"ma i terrazzani altrui sempre fan guerra
con una traditora lor Vernaccia
che danno a bere a chiunque vi giunge
che bacia, lecca, morde e picca e punge."

Tornando ai giorni nostri, la Vernaccia è stato in assoluto il primo vino italiano ad avere la Doc nel 1966, e nel 1993 il conferimento della Docg ne ha sancito l'ingresso tra i vini italiani di maggior pregio.

"Se d'amor nel tuo cuor non v'è traccia
 né ti garba allo specchio la faccia,
 ahimè vuota è oramai la bisaccia
 e già tutto ti impaccia
 che conviene tu faccia?
 un bicchier di Vernaccia!"

Autore contemporaneo